Un messaggio da Diego Pol

Copertina Articolo: Un Messaggio da Diego Pol

Sono uno dei pochi Italiani che può dire ad alta voce di aver già vissuto in prima persona la situazione che attualmente stiamo affrontando con il diffondersi del Corona Virus; ero in Liberia nei momenti più critici dell’epidemia da Virus Ebola, agente patogeno che non si vede che non si può toccare, nei confronti del quale ti senti impotente e terrorizzato.
Nonostante tutto, ero là, a difendere e tutelare gli investimenti fatti nel Paese con dedizione e con anni di sacrificio, convinto che alla fine la situazione si sarebbe risolta. Pensavo positivo allora, penso ancora più positivo oggi; ho visto persone indifferenti, per le mie scelte ho subito commenti di ogni genere da amici e persone Italiane, ora forse tanti di loro capiranno cosa all’epoca abbia provato e con quale sforzo abbia cercato in tutti i modi di aiutare me stesso, la mia famiglia, la Liberia e tutte le persone che conoscevo.

Dobbiamo essere positivi, dobbiamo cominciare oggi – in questo momento difficile – a pensare al futuro, non dobbiamo rassegnarci a patire la situazione, ognuno di noi può e deve assolutamente contribuire alla risoluzione del problema, alla creazione di un nuovo status; ogni imprenditore, come ogni casalinga e madre, come sta già facendo in queste ore, deve continuare a pensare come può aiutare la sua impresa, famiglia, nel rispetto degli obblighi che ha verso dipendenti, verso fornitori, verso istituti di credito, verso i propri familiari.

Ci si sente impotenti, non si sa cosa fare, si attendono gli eventi, si giudica senza nessuna cognizione di causa scelte e operati altrui; non è questo il modo di venir fuori da questa situazione, ognuno deve pensare, ognuno ha l’obbligo di pensare a come aiutare il sistema ad uscire da questo tunnel che oggi sembra senza fine ma che in realtà deve essere visto come un’opportunità, come una delle tante prove che affrontiamo giornalmente. Se ci lasciamo trasportare dagli eventi, non contribuiremo in modo positivo; dobbiamo reagire ed essere propositivi.

Io ci sono riuscito la prima volta e sono certo che ci riuscirò ancora, non da solo però ma con l’aiuto di tutti; come all’epoca mi hanno aiutato i Liberiani, oggi mi aiuteranno gli Italiani”.

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